Caratteri botanici

La Malva fa parte della famiglia delle Malvacee. È una pianta erbacea biennale ma spesso si comporta da annuale. Ha il fusto eretto, legnoso e ricoperto da una fitta peluria e la sua altezza può variare dai 20 ai 70 cm. Le foglie sono provviste di picciolo, hanno margini dentati e anch'esse ricoperte da una fitta peluria. I fiori sono di color rosa-lillà intenso con striature e sbocciano dalla primavera fino a fine estate. I frutti sono degli acheni.

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Descrizione

Coltivazione

La Malva si può trovare nei luoghi erbosi, lungo le strade o nei campi abbandonati. Quindi, anche se cresce spontanea in terreni poveri e ghiaiosi, predilige terreni fertili, profondi e ben drenati. Annaffiare al bisogno.

Raccolta e conservazione

La Malva è una pianta interamente commestibile, si possono utilizzare foglie, fiori, germogli e steli. Le foglie si possono consumare fresche o essiccate. I germogli e gli steli vengono fatti essiccare al sole e poi sminuzzati e posti in contenitori per alimenti assieme alle foglie secche. I fiori, più delicati, devono essere raccolti a mano e sistemati in un ambiente asciutto e ventilato; una volta essiccati vengono anch’essi sminuzzati e uniti alle foglie nei contenitori.

Uso in cucina

Per il suo sapore dolciastro, la Malva usata nei risotti e nelle minestre diventa eccezionale. Può essere usata per realizzare frittate di verdure tipo quelle di asparagi, cipolle e peperoni o consumata come insalata. Viene utilizzata, anche, per preparare biscotti, zuppe e decotti. I fiori freschi possono servire per guarnire piatti particolari altrimenti sono commestibili alla pari delle foglie.

Curiosità

  • In latino il nome Malva significa “molle”, cioè capace di ammorbidire. I Greci, invece, la chiamavano malachè, che significa “rendere morbido”. I Greci erano soliti mangiare i semi di malva, in seguito confezionare infusi con gli stessi, al fine di essere utilizzati, come accade ora in fitoterapia, per calmare la tosse e diverse tipologie di infiammazione.
  • Ippocrate la raccomandava per le sue proprietà emollienti e lassative, ma era utilizzata anche come cibo dalle persone povere. In effetti, è ottima nelle minestre o lessata e condita con olio e sale.
  • Nel passato, negli alpeggi dell’altopiano di Asiago, i montanari la chiamavano “pappala” o “malbe” e la impiegavano per impedire l’irrancidimento del latte.
  • La malva, nell’antichità, rappresentava un forte coadiuvante sessuale. Lo storico e scrittore romano Plinio raccontava che veniva considerata la pianta del desiderio sessuale. Era considerata un forte afrodisiaco sia per gli uomini che per le donne, essa veniva legata (di solito bastavano 3 radici) accanto ai genitali per aumentare la voglia sessuale.
  • Per avere un tonico rinfrescante ed emolliente, basta far bollire per una decina di minuti due manciate di foglie di malva in una tazza d’acqua. Far raffreddare ed applicare con un batuffolo di cotone. Non risciacquare.

P.S.: Le proprietà terapeutiche sono inserite a scopo puramente indicativo, per ogni uso specifico consultare obbligatoriamente un dottore.

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