Caratteri botanici

Pianta erbacea perenne della famiglia delle Asteraceae. Il fusto è eretto, semi legnoso e può arrivare ad una altezza di circa 1 metro. Le foglie sono di color verde, rese grigiastre da una sottile peluria bianca. Durante l’estate fioriscono piccoli fiorellini giallastri riuniti in lunghe pannocchie.

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Descrizione

Coltivazione

La pianta si coltiva in un terreno soffice e ben drenato. Non teme il freddo anche se d’inverno sparisce completamente la parte aerea. Predilige posizioni molto soleggiate e quindi è meglio evitare l’ombra e i luoghi umidi. Le annaffiature possono essere anche non regolari.

Raccolta e conservazione

Si raccolgono le foglie e le sommità fiorite e si lasciano essiccare.

Uso in cucina

Dall’Assenzio si ricava un forte liquore aromatico, molto amaro, che si consuma solitamente diluito o zuccherato. L’Assenzio è molto usato, inoltre, per aromatizzare i liquori, tra cui il Vermut, vino liquoroso dal gradevole gusto amaro e tonico il cui caratteristico sapore è dovuto proprio all’Artemisia Absinthium.

Curiosità

  • Verso la fine del XIX secolo, l’assenzio veniva associato a stati di allucinazione di cui erano preda i consumatori abituali del liquore, comunemente chiamato “La fata verde”; era consumato in grandi quantità allo scopo di allontanarsi dal mondo reale per avere trance creative e allucinazioni piacevoli. Tale pratica era talmente in voga in alcune città europee che l’assenzio venne considerato una droga, ed in molti luoghi fu vietato, in quanto si pensava che la pianta fosse tossica, dato che molti consumatori oltre alle allucinazioni avevano anche crisi convulsive. In seguito fu scoperto che non era l’artemisia contenuta nel liquore a provocare gli effetti collaterali, ma era l’aggiunta di altre erbe o sostanze che venivano associate all’assenzio per adulterarlo.
  • L’assenzio fu l’ispirazione del modo di vivere bohemiènne ed era la bevanda preferita di artisti famosi come ad esempio Vincent Van Gogh, Toulouse lautrec ed Ernest Hemingway, che dichiarò di amare l’assenzio per i suoi effetti di far cambiare le idee. I gentiluomini di cattiva reputazione, al Moulin Rouge usavano servirsi dell’assenzio per convincere le signore a condividere le loro idee.
  • Fin dall’antichità veniva usato per curare varie patologie dato che si riteneva che avesse proprietà digestive, toniche, che desse energia al cuore e difendesse l’apparato digerente da parassiti e stati infiammatori.
  • Nelle campagne venivano usate le foglie per allontanare insetti, lumache e roditori.
  • Il fascino dell’assenzio è anche legato al suo particolare modo di consumarlo. Esistono diversi modi per berlo ed il sapore varia di conseguenza. Si può bere liscio: si beve direttamente come tale, preferibilmente servendolo in un bicchierino da liquore; alla francese che è anche il rituale classico. Si versa nel bicchiere una dose di assenzio, si appoggia un cucchiaino apposito, forato con una zolletta di zucchero sopra, e con una brocca, si fa gocciolare dell’acqua ghiacciata (5 parti per 1 parte di assenzio) sullo zucchero per stemperarlo. L’acqua e lo zucchero hanno la funzione di addolcire l’amarezza dell’assenzio. L’assenzio bevuto in questo modo, rimane fresco e con un gusto più dolce; inoltre, diventa bianco trasparente…diversamente, non è assenzio, ed è l’unico vero metodo per scoprire se quello che si sta bevendo è assenzio o surrogato. Dopo aver fatto scivolare lo zucchero in fondo al bicchiere si deve agitare un po’ e sorseggiare pian piano. L’ultimo modo per bere è alla flambè o bohemiènne: si mette prima di tutto il cucchiaino con lo zucchero sopra il bicchiere, si versa l’assenzio bagnando la zolletta di zucchero e successivamente avvicinandola al liquore. Fatto questo si incendia la zolletta in modo che il fuoco caramelli lo zucchero che gocciolando infiamma anche l’assenzio. Fatto caramellare per una quindicina di secondi si spegne il fuoco e si allunga la miscela con acqua. Questo metodo rende l’assenzio caldo e inebriante.

P.S.: Le proprietà terapeutiche sono inserite a scopo puramente indicativo, per ogni uso specifico consultare obbligatoriamente un dottore.

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