Caratteri botanici

Albero perenne sempreverde appartenente alla famiglia delle Lauraceae, alto fino a 8 metri. Le foglie ovali, verde scuro e con la pagina superiore lucida se schiacciate, emettono un profumo aromatico. I fiori sono piccoli di color giallo chiaro e compaiono in marzo-aprile. Il frutto è una bacca che diviene nero-bluastra con la maturazione in autunno. È una pianta ricca di oli essenziali sia nelle foglie che nelle bacche.

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Descrizione

Coltivazione

L’Alloro predilige terreni soffici e ben drenati. Puo’ essere esposta sia in pieno sole che in luoghi ombreggiati. Annaffiare al bisogno. Non tollera i ristagni idrici. Gradisce una buona circolazione d’aria.

Raccolta e conservazione

Le foglie possono essere raccolte tutto il tempo dell’anno e fatte essiccare in luoghi freschi e ventilati. I frutti prodotti solo dalle piante femminili, vengono raccolti in autunno ed essiccati al sole o in forno tiepido, conservarli al riparo da luce e umidita’ .

Uso in cucina

Le foglie possono essere impiegate tutto il tempo dell’anno per aromatizzare piatti di carne e di pesce. Servono anche per insaporire verdure sotto aceto e funghi sotto olio. Mentre dalle bacche, soprattutto in Emilia Romagna, si ricava un liquore chiamato Laurino.

Curiosità

  • Anticamente l’alloro era considerato la pianta sacra ad Apollo, divinità della musica, delle arti e della poesia. Il nome latino di questa pianta era “Laurus” , mentre in Grecia era conosciuto come “Dafne”. Una corona realizzata intrecciando le foglie di questa pianta, sacra al dio emblema della saggezza e dell’intelligenza, è da sempre considerata un prezioso riconoscimento di queste virtù, tanto che poeti come il Petrarca e Dante sono spesso raffigurati con una corona di foglie di alloro in testa. Ancora oggi è l’usanza di ornare il capo dei neolaureati, in qualsiasi disciplina, con una corona di alloro.
  • I greci credevano che, ornandosi la testa con una corona di Alloro durante la notte, potessero vedere la realtà desiderata.
  • Secondo alcune credenze popolari piantare una pianta vicino alla porta d’ingresso protegge la casa dai fulmini. Difatti Tiberio, come altri romani, per preservarsi dai fulmini, nei giorni di maltempo, si ornava la testa con una ghirlanda. I Romani hanno sempre considerato questa pianta di buon auspicio; ai sacerdoti consacrati venivano regalate bacche e nelle camere degli infermi venivano appesi dei rami.
  • Fin dall’antichità le foglie venivano applicate sulle punture d’api e vespe per mitigarne il dolore.
  • Per evitare che il pane grattugiato nel barattolo assuma il tipico odore di “vecchio”, aggiungervi una foglia di alloro e sostituirla di tanto in tanto.
  • Le bacche possono essere usate per un pediluvio contro la sudorazione eccessiva dei piedi.
  • Fred Perry adottò come simbolo dei suoi capi di abbigliamento due rami di alloro incrociati.

P.S.: Le proprietà terapeutiche sono inserite a scopo puramente indicativo, per ogni uso specifico consultare obbligatoriamente un dottore.

Informazioni aggiuntive

Caratteri botanici

Albero perenne sempreverde appartenente alla famiglia delle Lauraceae, alto fino a 8 metri. Le foglie ovali, verde scuro e con la pagina superiore lucida se schiacciate, emettono un profumo aromatico. I fiori sono piccoli di color giallo chiaro e compaiono in marzo-aprile. Il frutto è una bacca che diviene nero-bluastra con la maturazione in autunno. È una pianta ricca di oli essenziali sia nelle foglie che nelle bacche.

Coltivazione

L’Alloro predilige terreni soffici e ben drenati. Può essere esposta sia in pieno sole che in luoghi ombreggiati. Annaffiare al bisogno. Non tollera i ristagni idrici. Gradisce una buona circolazione d’aria.

Raccolta e conservazione

Le foglie possono essere raccolte tutto il tempo dell’anno e fatte essiccare in luoghi freschi e ventilati. I frutti prodotti solo dalle piante femminili, vengono raccolti in autunno ed essiccati al sole o in forno tiepido, conservarli al riparo da luce e umidità.

Uso in cucina

Le foglie possono essere impiegate tutto il tempo dell’anno per aromatizzare piatti di carne e di pesce. Servono anche per insaporire verdure sotto aceto e funghi sotto olio. Mentre dalle bacche, soprattutto in Emilia Romagna, si ricava un liquore chiamato Laurino.

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